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Luglio 2016

Carmelo Trentacosti e la sua cucina di equilibrio: passione, tecnica e innovazione

È la Sicilia dove il sole di agosto si fa sentire sulla pelle e lo scirocco screpola le labbra, dove l’Oriente e l’Occidente non hanno una netta linea di demarcazione, dove i quartieri più antichi richiamano l’immagine delle medine, dove i mercati sono parti di bazar in cui le persone contrattano come nei suk maghrebini. È lei, la Palermo accattivante con i suoi contrasti, con la forza dei suoi colori, con la limpidezza del mare e con gli odori forti e sedicenti della sua cucina di strada. Una città difficile, dove la tendenza ad uno stile quasi barocco del desinare è cultura assai radicata; una città in cui è complesso provare ad invertire i trend predominanti. Ma è proprio in quest’angolo della bella isola che Carmelo Trentacosti ha deciso di portare avanti il suo pensiero di cucina, distante dalle consolidate tradizioni.

Siciliano di origine anche se nato in un piccolo paese della Germania Settentrionale, ha inconsciamente ereditato e custodito i colori, i profumi e i sapori inconfondibili della Sicilia, dove decide di far ritorno dopo importanti esperienze in rinomati ristoranti in Italia e all’estero, portando con sé gli insegnamenti del maestro Nino Graziano. E ora, executive chef a Villa Igiea di Palermo, nel ristorante Cuvée du Jour.

Un curriculum segnato da esperienze presso trattorie, ristoranti, hotel di lusso; tappe dalle quali ha saputo attingere con intelligenza i segreti del mestiere, le fatiche connesse, le criticità da affrontare… intere giornate a sperimentare, sottraendo tempo al riposo e al relax, sotto la spinta di un amore mai sopito e del desiderio di portare avanti il proprio ideale di cucina.

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