News&Eventi

20 - 21 Novembre 2016

Le soste di Ulisse

Al Grand Hotel Villa Igiea sono state allestite le postazioni degli chef e, sulla terrazza che scende dolcemente verso il porto, tante bancarelle come quelle dei mercati rionali di Palermo per ospitare il convegno “Sicilia continente gastronomico” organizzato dalle Soste di Ulisse, un’associazione che seleziona e raggruppa 32 ristoranti, 20 alberghi, due maestri pasticceri, e alcune delle migliori cantine della Sicilia. Sono loro i protagonisti delle due giornate palermitane a cui sono stati invitati 500 esperti e addetti ai lavori da tutta Italia per assaggiare le prelibatezze dell’isola.

La cena di gala ha celebrato l’alta cucina degli chef affiliati, 13 dei quali con stella Michelin, che hanno preparato 30 piccole degustazioni dei loro piatti più rappresentativi. Vincenzo Candiano, della Locanda Don Serafino, con l’ uovo in salsa di pomodoro, mentre Massimo Mantarro del Principe Cerami presso San Domenico Palace ha cucinato mezzi paccheri con salsiccia al ceppo, cavoli lessi e nocciole dell’Etna. Martina Caruso, chef dell’Hotel Signum, e giovane figlia dei proprietari, ha proposto una sorprendente bagna cauda di ricci di mare. Angelo Treno del ristorante Al Fogher a Piazza Armerina, ha ripescato una ricetta rinascimentale, ovvero un pasticcio con carni d’oca, vitello, maiale e manzo, su lenticchie nere. Anche lo chef residente di Villa Igiea, Carmelo Trantacosti, ha cucinato il piatto forte della Couvée du Jour, il suo ristorante gourmet: lasagnette di ortiche con sarde, finocchietto selvatico e crumble di pane di Tumminia, un omaggio al suo maestro Nino Costanzo del Mulinazzo, presidente emerito delle Soste. La seconda giornata è stata dedicata ai cibi di strada: scacce ragusane con pomodoro e caciocavallo, panini “ca meusa”, pane e panelle e quarume, un bollito misto di interiora e parti di scarto del maiale che si compra ai banchi dei mercati palermitani.

La due giorni è stata una panoramica sui sapori tradizionali – tra cui le lenticchie nere di Monreale e la farina di Tumminia – e sulle possibili variazioni contemporanee – come la birra al cioccolato della Dolceria Bonajuto e il caviale di Lumaca Madonita, con provocazioni e suggestioni difficili da dimenticare, così come difficile è dimenticare il sole e i 24 gradi di fine novembre.Sono questi alcuni degli ingredienti che rendono unica la Sicilia, e sul sito lesostediulisse.it si possono studiare itinerari ricchi di buon gusto ma anche di cultura e folclore che la percorrono dappertutto, da Palermo e Catania a Trapani, soggiornando in alberghi storici, di design e di charme nascosti nei borghi barocchi della Val di Noto, sui monti Nebrodi e Iblei, alle falde dell’Etna, davanti a spiagge magnifiche sui tre mari – Ionio, Mediterraneo e Tirreno – o nelle isole degli arcipelaghi, Salina, Panarea, Pantelleria. Nonostante esista e lavori da 14 anni, si può dire che nel 2016, con la presidenza di chef Ciccio Sultano del Duomo di Ragusa, l’associazione “Le Soste di Ulisse” ha iniziato una nuova stagione di progetti e strategie di comunicazione per farsi conoscere in tutta Italia.Il primo passo è stato nominare degli ambasciatori autorevoli, come Heinz Beck, Davide Scabin e Massimo Bottura, il quale sostiene che per «masticare un territorio» bisogna conoscerne i prodotti, e chi lo rappresenta deve prendersi l’impegno di viaggiare, farli assaggiare, e poi invitare il loro pubblico in Sicilia, dove le eccellenze si esprimono al massimo.

Come ha detto il presidente Ciccio Sultano, il primo importante risultato delle Soste di Ulisse consiste certamente nell’aver creato una rete rappresentativa della Sicilia, ma soprattutto una rete umana e professionale di chef, albergatori e artigiani uniti dal desiderio di far emergere il meglio dell’isola come sommatoria di tante piccole, a volte piccolissime realtà.

Share